Progetto di gemellaggio tra quartieri APS RED

L’Associazione Red  nasce il 4 marzo 2020 a Napoli, nel quartiere Vomero, da un progetto di mediazione comunitaria realizzato dalla Presidente dell’associazione durante il periodo di master in Mediacion Profesional, presso l’Università Pomepu Fabra di Barcellona (Spagna). Inizialmente il progetto, presentato come tesi di master da un gruppo di studio composto da alcuni studenti del master, verteva nello sviluppo della mediazione come strumento di prevenzione della conflittualità sociale all’interno di un contesto territoriale e di una comunità composta da cittadini, istituzioni, e caratterizzata dalla convivenza di più culture al suo interno. L’idea originaria era quella di dimostrare come la figura del mediatore di comunità potesse essere un tramite per accorciare la distanza, negli ultimi tempi ancor più evidente, tra cittadini e rappresentati delle istituzioni locali, promuovendo politiche sociali di inclusione e sostegno delle categorie a rischio, e delle fasce più fragili, in particolar modo minori e famiglie. Dopo uno studio sociologico il gruppo di lavoro ha individuato due figure centrali per la realizzazione di tali politiche:    

  I mediatore di comunità, ovvero professionisti formatesi nell’ambito della mediazione professionale e specificamente nei contesti territoriali e di comunità; I mediatori naturali, ovvero persone naturalmente considerate come punti di riferimento da parte della comunità ( per esempio un parroco di un quartiere, piuttosto che un associazione, o un commerciante della zona, etc), figure in grado di accogliere le necessità dei cittadini e moderare il confronto e la convivenza tra gli stessi. Il ruolo del mediatore naturale è fondamentale, ma affiancando a questo le competenze del mediatore professionista, la possibilità di veicolare e di portare all’attenzione delle istituzioni i bisogni reali di una comunità appare ancor più efficace. A tale proposito Il progetto presentato al termine del master verteva proprio sull’ipotesi di realizzare una rete territoriale caratterizzata dal confronto costante e dalla cooperazione tra rappresentati istituzionali, mediatori naturali, e mediatori professionali. Questi ultimi avrebbero il compito, da una parte, di fornire ai mediatori naturali gli strumenti necessari ed utili a facilitare il dialogo tra cittadini ed istituzioni e a dirimere le conflittualità sociali in un dato contesto, dall’altra, la capacità di contribuire al confronto tra istituzioni e mediatori naturali, ma soprattutto alla creazione di una rete di opportunità in cui i cittadini possono essere il motore centrale del cambiamento e della trasformazione delle proprie condizioni di vita, non chè del contesto al quale appartengono.

A tale proposito si è scelto il quartiere Gracia di Barcellona come riferimento per il nostro progetto proprio per le sue caratteristiche, simili a quelle del quartiere Vomero, in quanto quartiere residenziale, abitato per lo più da famiglie e giovani a anziani, ma sopratutto in quanto contesto territoriale fortemente attivo nella promozione dell’associazionismo portato avanti dai cittadini stessi che sono protagonisti di numerose iniziative di riqualifica del territorio, di eventi sociali e culturali aperti a tutta la comunità (cittadini ed istituzioni). La cosa che più ci ha colpito è la sinergia e la costante cooperazione tra associazioni di quartiere, cittadini, scuole, istituzioni, ma soprattutto i grandi benefici che una rete cosi composta e strutturata ha determinato nel corso del tempo nel quartiere Gracia, ovvero una maggiore percezione di sicurezza, una maggiore consapevolezza del proprio ruolo attivo in quanto cittadini, dell’opportunità di sostenere la propria comunità e di migliorare le condizioni del proprio quartiere e delle persone che lo abitano. Questo è ciò che la nostra associazione vorrebbe poter realizzare nel contesto del quartiere Vomero. Crediamo che sia possibile esportare un’idea semplice quanto complessa di comunanza d’intenti e di valori improntata sull’inclusione, intesa come assenza di esclusione sociale, e come dialogo tra tutti le parti che compongono una vera comunità. Noi ci crediamo, ma siamo consapevoli che questo sia un obiettivo ambizioso e anche che l’unica strada per poter raggiungere questo obiettivo è farlo insieme.

Il presupposto imprescindibile perché questo accada è l’ idea di appartenenza ad un dato contesto sociale e culturale. Purtroppo a causa delle difficoltà legate alla crisi economica, alla disoccupazione crescente, alla percezione di instabilità ed insicurezza tipiche della società liquida, come la definiva Bauman, nella quale viviamo, ad oggi appare ancor più difficile la convivenza ed il rispetto per l’altro. Assistiamo sempre più all’emergere di una tendenza all’individualismo ed al conseguente distacco dalla comunità, che mette seriamente in discussione la consapevolezza e la percezione dei cittadini rispetto all’ appartenenza ad una grande famiglia, la comunità, nella quale ognuno è responsabile per se stesso e per gli altri. Da qui il crescente degrado urbano, in particolare in alcuni contesti, la microcriminalità, un abbandono da parte dei cittadini del loro ruolo attivo spesso proprio perché sfiduciati o poco ascoltati da parte dei rappresentati istituzionali. Questa complessa riflessione ha condotto ad una ricerca accuratamente condotta da parte del gruppo di lavoro dell’Università Pomepu Fabra che ha realizzato il progetto di Mediazione Comunitaria a cui abbiamo fatto riferimento fino ad ora, e da cui ha avuto origine il progetto di gemellaggio tra quartieri che la nostra associazione mira a sviluppare e  realizzare nel quartiere vomero in collaborazione con istituzioni locali, scuole, cittadini, associazioni e liberi professionisti che vogliano unirsi e costruire insieme una rete di supporto di cittadini per i cittadini, che si avvalga di mediatori professionali e mediatori naturali in grado di facilitare la relazione tra cittadini ed istituzioni, educare al rispetto per l’altro e per l’ambiente, all’inclusione sociale e culturale, e al dialogo coinvolgendo tutti nelle attività di promozione sociale che puntiamo di costruire e realizzare insieme. L’idea del gemellaggio tra quartieri nasce dalla consapevolezza di poter esportare delle buone pratiche e un’idea di rete che sia realizzabile, efficace ed efficiente e che vada sopratutto di pari passo con i bisogni delle persone.